Tornerò a sollecitare le vostre anime

“Il brusio si è spento. Sono uscito sul palcoscenico, appoggiandomi allo stipite della porta…”

 


Il brusio si è spento. Sono uscito sul palcoscenico
Appoggiandomi allo stipite della porta.
Sto captando, ascoltando un’eco lontana,
Che cosa accadrà nel corso della mia Vita. 


Ciao a tutti! Dunque, che cosa abbiamo all’ordine del giorno?

Secondo voi? Secondo le vostre impressioni correnti e… controcorrenti?

Secondo le vostre impressioni – interpretazioni… quali? Quante? Dove? In che ordine? In che posizione? In che sequenza? Su quale tavolozza dei colori? Su quale lunghezza d’onda del pensiero?

Registrate a nome di chi? I vostri Io, i Nostri Io, sono dei mondi delle impressioni varie e variopinte, a volte anche vivaci, alcune fugaci, altre ben radicate.

Le persone possiedono le impressioni (ma si potrebbe anche dire il contrario: le impressioni possiedono le persone, le impressioni precedono le persone).

Le impressioni si attivano, si mettono in moto e in gioco, avvicinano a sé, allontanano da sé, filtrano, flirtano, figliano, consumano, si consumano, comunicano, non comunicano, creano le sembianze e le somiglianze, creano le differenze, creano ed alimentano il senso di se stessi e degli altri.

(Apro una parentesi per mettervi in guardia contro l’abitudine e la tendenza di imporre alle impressioni altrui i vostri video, i vostri audio, i vostri stereo, i vostri cargo e i vostri ergo, le proprietà mobili ed immobili della vostra consapevolezza, perché è così che avviene l’esposizione del falso sulla tela… su larga scala).

Delle impressioni bisogna fidarsi, è la legge della Vita, è la legge della natura.

Cioè, non di tutte le impressioni accessibili nello spazio terrestre, ma della propria specifica natura delle impressioni.

Dell’emozione della propria meravigliosa imperscrutabile impressionabilità, che è come prendere il largo, sentire il tocco diretto dell’Eternità, dell’Eternità che tocca le circonvoluzioni dell’attuale assetto della ragione del posto, le saluta, le satura, le compenetra, le eccita, le riallinea, le raddrizza, le trasforma.

Vi trasforma.

Le impressioni sono una luminescenza originaria, uno shining, una vampata di luce, un bagliore, una scossa, uno sbalzo, un sobbalzo… un impulso sorgente della Vita che corrisponde ad un corrispondente uso – consumo – movimento – comportamento delle energie su scala globale, nel Tutto-qui.

Le vampate vogliono dire che qualcosa è successo sull’orizzonte del Tutto, che è stata generata una certa tensione, una certa carica, fatto un certo sforzo, messo in moto e in evidenza un certo volume, un certo tono, una certa lega allegra delle energie, che qualcosa è cambiato, e questo evento – movimento della luce, del conglomerato della luce della Vita tutta, viene riflesso… viene celebrato… viene accompagnato… viene promosso… viene fissato… viene impresso… sulle pellicole delle impressioni… sui tessuti e nervi impressionabili dei vari e numerosi qui e dove.

Sui tessuti e nervi impressionabili delle varie rappresentazioni della Vita possedibili in loco.

Le impressioni sono le principali unità di base della Vita. La Vita sorge, si propaga, evolve, si esprime, si rifà, si trasmette, precipita tramite le impressioni.

Le impressioni/precipitazioni, secondo il dove corrente intorno a cui stanno gravitando, con cui si stanno mettendo in uguaglianza e in relazione, assumono certe posizioni, certi look, certe logiche e direzioni e tendenze educative del movimento.

Il soggetto e/o i soggetti presenti, che possono essere presenti in un certo dove, in un certo habitat/ambiente energetico, ricevono in dotazione naturalmente (o anche non del tutto naturalmente) le impressioni custodite nell’arsenale dell’ambiente.

Le assorbono, le indossano, le fanno proprie, le ritoccano, le personalizzano ulteriormente, le portano in giro, le manifestano, le eseguono.

E qual è l’impressione capostipite, l’impressione madre che precede le altre impressioni, che viene assorbita prima di tutte le altre? Che i soggetti presenti nell’ambiente sono numerosi, che il soggetto per definizione non può essere da solo, essere una grandezza singola, una singolarità, e di conseguenza non ha la libertà di muoversi nella densità come e dove gli pare e piace, perché il suo orizzonte e la sua specifica scala di misurazione (di misurazione delle dimensioni potenzialmente reincarnabili, potenzialmente incontrabili) sono subordinati a quelli degli altri, della cosiddetta specie. A sua volta questa impressione madre si scompone in tante impressioni – certezze – prelibatezze – pettegolezzi, apparentemente tangibili e convincenti, che circondano il soggetto da tutte le parti, che tirano in ballo il passato e anche il futuro (Premonizioni di Achille…), che predispongono e fabbricano il sapere. Il sapere emesso in contanti. Emettibile in contanti.

In materia cash. In densità cash.

Il sapere è anch’esso un’impressione, armata e confermata dal cemento armato della logica di questi numerosi tutti, di questi presunti grandi numeri generali e generici, di questa messa insieme.

Ma il possesso del sapere preclude il possesso di se stessi…  Perché mette se stessi in uguaglianza con l’attuale carattere del cantiere dell’indottrinamento dell’ambiente, perché condisce se stessi con la semantica della realtà attualmente in vigore.

Perché devia e confonde il movimento verso il proprio profilo primordiale, quello che non ha bisogno di condimenti, di conservanti e stabilizzatori, di accessori e seguaci e indici di successo (perché è l’essenza, è la sorgente, è la Tutto-comprensione).

E adesso cerchiamo di seguire le impressioni, lo spirito, la scala e la gamma dell’impressionabilità delle impressioni terrestri, in questo loro attuale momento clou senza precedenti.

Le impressioni che finora sono state fissate/accatastate nello spettro spettrale della dimensione umana, che fiorivano e prosperavano (per modo di dire) dentro questo vivaio poco vivo del pensiero e della densità al suo seguito, se ne stanno andando, stanno tornando a casa, presso i loro originali e sacri nidi dell’“I am an impression”, presso le congiunture e i contesti energetici che le avevano partorite, che le avevano dotate di una certa fascia, di un certo fascino, di una certa faccia, di un certo calibro, di un certo equilibro, di un certo peso, di una certa raison d’être.

Stanno facendo dietrofront, abbandonando il piano e il letto delle grandezze generiche e delle piaghe da decubito, seguendo il richiamo della propria natura ed ordinanza ottica, della propria amorevolezza intrinseca, si dichiarano fuori servizio, si stanno tirando fuori… almeno quello che ne è rimasto, perché a forza di aver a che fare con la realtà umana, molte impressioni si sono sbriciolate ed assottigliate, si sono perse d’animo, si sono consumate in modo inverosimile, in modo tale da diventare nient’altro che comiche, nient’altro che cornici, nient’altro che astucci. Meno che astucci, astucci poco convincenti, astucci con la condizionale.

Fori dei tubi di scarico della materia prima.

Siete presenti, siamo presenti, mentre i mondi delle impressioni terrestri o presunte tali, nonché la densità definibile, regolabile, riconoscibile, vivibile tramite loro, stanno andando oltre. Away. Stanno scoprendo – aprendo another way.

È un loro diritto, un loro diritto naturale.

È partita la reincarnazione della località, del senso della località in movimento, del corpo – codice – volta
delle impressioni che c’entrano con la Terra, con la Vita sulla Terra
.

Il ritiro – esodo – disimpegno – libera uscita – cavazione – migrazione – evaporazione – sparizione – riconfigurazione delle impressioni che nel complesso assorbono, sorbiscono, determinano e comportano la realtà del genere umano su vasta scala.

Che assorbivano, sorbivano, determinavano e comportavano la realtà del genere umano su vasta scala.

Quella realtà che ora si sta dileguando, che si sta scaricando, che è in via di esaurimento, di esaurimento rilevabile nel dettaglio su tutti i terminali, dentro ogni profilo.


Svelti, in sella, all’inseguimento dei quanti! 


E cioè, all’inseguimento delle impressioni!

Delle impressioni iridescenti, sonore, raggianti, molleggianti, palpabili, espansive ed espandibili, naturalmente precariche del senso dell’Eternità e anche del senso di umorismo (un segno di riconoscimento delle impressioni non fittizie 😉 )! Delle impressioni procurabili e sviluppabili direttamente con se stessi, con il proprio senso della soggettività in rapido risveglio.

Delle particelle-pronomi cromatiche ed acustiche che naturalmente abbandonano i binari, i legami, i programmi, gli organigrammi, gli ologrammi dei posti-luoghi della realtà sbiaditi ed ammuffiti, dei posti pesanti, dentro e fuori (e dove comunque non potevano essere all’altezza giacché l’espansione delle ali era fuori questione e fuori luogo!) e si stanno spostando, stanno ascendendo verso i loro legittimi indirizzi e luoghi del culto e del fiorire eterno.

Si tratta di scoprire – formare – addomesticare – attirare a sé – accordare queste particelle – pronomi – portatrici della sanità, della santità, dell’integrità, dell’abbondanza della Vita, dandosi naturalmente e amorevolmente da fare dentro le pieghe e ragioni della propria quotidianità, della propria quotidianità corrente multivalente che ora come ora è priva di abbondanza, indipendentemente dal numero di persone e cose e regimi di possesso che apparentemente abbondano, che lei comprende, che pretende di comprendere. La quotidianità All Inclusive, la quotidianità naturalmente Comprensiva di Tutto… La quotidianità che comprende il Tutto, e che lo comprende pure… che è in grado di comprendere il suo linguaggio… ad ogni millimetro… in ogni millisecondo…

Come avvicinarla?  Come raggiungerla? Come crearla? Come centrarla? Come confermarla? Come esprimerla?

Dov’è? A quali porte bussare? In quali finestre – windows sbirciare?

Occupiamoci delle porte.

Delle porte trasformative.

Delle porte – gateway. 


LaPortaAccanto

Ecco l’ingresso principale, solo che io
Invece di supplicare, piuttosto preferisco crepare.
Perciò passo attraverso la porta sul retro
Mentre per uscire cerco di usare le finestre.  


La materia terreste (che è ancora ampiamente nella fase prenatale) è un regno delle porte, dei vani, dei passaggi verso e attraverso.

La materia è organizzata come un potenziale giro del Tutto, giro intorno al Tutto, il che, a differenza del viaggio intorno al mondo degli esseri umani, non può mai finire perché il Tutto è, appunto, infinito.

Il senso supremo della presenza nella materia è la scoperta della definizione delle porte, delle porte girevoli e raggianti di cui usufruire alla grandissima, tramite cui portare avanti il proprio innumerevole viaggio della Vita.

La materia terrestre contiene degli interstizi autoregolanti che sono come dei raggi, dei gate, dei cancelli, degli eccitatori magnetici, dei vibratori acustici, dei passaggi, dei propulsori, delle rampe di lancio che portano oltre, nell’Iperspazio, nell’Iperspazio e nell’Ipertesto della Consapevolezza Cosmica.

In un’altra era, in un’altra Vita, in una Vita diversa e diversamente abile, in una diversa spontaneità dell’espressione della propria fede corrente, in un diverso stato della consapevolezza data, in diverse manifestazioni della densità e dei movimenti che le corrispondono.

In una diversa causalità e in una diversa casualità di se stessi, in una nuova e diversa form-azione della propria soggettività.

Avere la soggettività, Essere la soggettività: è questa l’avventura principale.

Il titolo principale.

Il discorso principale.

Il senso e significato principale.

Il globo principale.

Il centrorealtà.

Il Centro.

La soggettività sul piano piatto, nell’ottica dello sviluppo piano e limitato di un poliedro nomade ed infinito, dentro le vedute e cascate catastali della dimensione umana sapeva di essere attraente, sapeva di essere in grado di attirare… persone e cose, eventi e post-eventi, ma non si immaginava (o forse un pochino sì? 😉 ) che la sua vera scala dell’attrattività, la sua vera magia ed alchimia dell’Amore stellare dovesse ancora venire alla luce, dovesse ancora iniziare a dare segni di Vita.


Ma voi non avete nemmeno incominciato a vivere!  


La Terra è un potenziale cosmodromo da cui intraprendere viaggi intraprendenti in varie sedi e direzioni e dimensioni… del proprio Spazio Cosmico.

Nei vari e diversi regni della realtà e della Vita.

Da dove iniziare?

Ovviamente, da se stessi! 😉

Il soggetto/substrato del movimento della Vita, arrivando al vano della porta (porta che potrebbe essere sia interiore che esterna, ma di questo avremo modo di parlare poi), appoggiandosi allo stipite, toccandola con se stesso, entra in subbuglio e in reazione magnetica (a volte istantanea, a volta no) con la struttura trasformativa della porta.

Si infila dentro, si infiltra, usufruisce della chiusa, del gateway, comunica e rilancia se stesso, si propaga oltre, si trova a trovarsi in un dove diverso, in una colonia diversa del Tutto, di se stesso e del Tutto.

Diverso prima di tutto nel senso dell’approvvigionamento energetico, degli usi e consumi e modi di fare delle energie. Lui, il soggetto lanciato – trasportato, riesce comunque a mantenere l’equilibrio e la sezione aurea di se stesso, la sua intrinseca naturalezza ed autorevolezza. Riesce a ricalcolare – riconoscere – confermare se stesso, anche se geneticamente modificato, trasformato, riconfigurato, discreto, messo naturalmente in corrispondenza e correlazione con un nuovo e diverso centrocampo della Vita.

Con nuovi segni di riconoscimento delle grandezze.

Con una nuova e diversa segnaletica dell’ambiente.

Con un nuovo e diverso punteggio del ownness e del oneness. Il soggetto non può mai perdere se stesso, non può mai rimanere senza se stesso – è l’archè. È la legge divina. È la divina commedia. È la clausola dominante di qualsiasi Cosmoporto, di qualsiasi Cosmoland, di qualsiasi reality room.

Il soggetto non cessa, non finisce, però esprime se stesso in misure ed inter-valli discreti e variabili, il che gli porta un incremento, un arricchimento, un profitto lordo e un profitto netto. L’Io è sempre in un qui di qualche genere, lui possiede – sviluppa il senso della località, percepisce se stesso come residente più o meno regolare di un certo qui corrente, di un certo sistema – linguaggio della densità e dell’imperatività del movimento.

Dunque, il soggetto è un autore, un pioniere, un calcolatore, un primo scopritore, un utente e un beneficiario di un’infinita infilata trasformativa, arredata conformemente alle sue scelte, alle scelte della sua Consapevolezza e della sua Convenienza.

Lui potrebbe permettersi… praticamente qualsiasi cosa… qualsiasi foggia e misura in cui ambientare le propria soggettività.

Ma il mondo degli esseri umani, direte voi…

Lo so, lo so, lo so benissimo! 😉

È proprio la corazza e l’armatura umana che proibisce alle porte – portali – gateway di fare come si deve le porte – portali – gateway.

È la corazza e l’armatura umana che incastra ed inchioda il Cosmo, la Fede e tantissime e numerosissime abbondanze, che potrebbero, vorrebbero, dovrebbero precipitarsi in Terra, nel landscape della Vita terrestre, come gioiose ed allegre pellegrine pendolari.

La Consapevolezza Cosmica è incredibilmente mobile e multiforme ed è intorno a voi, accanto a voi, vi circonda, vi sollecita, vi abbraccia, ma nelle attuali impressioni – saperi – mestieri terrestri è costretta ad appiattirsi, a vestirsi nei panni dell’uniformità e dell’univocità e di parenti poveri, ad indossare avverbi e lunghezze d’onda separati dal Tutto, a spegnere e congelare le sue vere proprietà rare, ad essere la parodia di se stessa.


E c’è pure l’Uccello di Fuoco… fritto!

Un anno fa sono arrivate
Le Oche-Cigno
E ora sono appoggiate
Sul tavolo, guarda!
Ehi, brava gente,
Smontate da cassetta,
Mangiate la gelatina
Di Vitello Bianco!

http://vo.irinushka.eu/i-giullari-alla-fiera/#position_here


La Consapevolezza Cosmica è qui, ma qui non si vede, non appare, non traspare, non risulta raggiungibile, invece ci sono varie invenzioni e stampini e matrici che la localizzano di là, altrove, da qualche altra parte, come un fenomeno remoto ed alieno anche se teoricamente non irraggiungibile…

Che suggeriscono di pensarla e di cercarla in lontananza, nell’ignoto, nell’invisibile, senza alcun nesso con se stessi qui ed ora, con la propria amorevole ed autorevole natura delle impressioni.

Meno male che la natura non è priva del senso della bussola dell’umorismo! 🙂

E anche noi! 🙂


Nella remota costellazione di Tau Ceti
Tutto ci è diventato incomprensibile.
Noi mandiamo un segnale: “Ma che cosa state combinando?”
E loro ci mandano… a quel paese.

Su Tau Ceti
Vivono nella ristrettezza,
Vivono, tra l’altro, in condizioni differenti,
I nostri compagni della ragione.

Ecco che muovendomi lungo un raggio di luce,
Senza assistenza, ma attraverso,
Sto volando verso questa stessa Tau Ceti
Per chiarire direttamente sul posto come stanno le cose.

http://vo.irinushka.eu/nella-remota-costellazione-di-tau-ceti/#position_here


La densità eccessiva della dimensione umana: forse non è eccessiva, forse è una rappresentazione grafica non particolarmente brillante, non particolarmente riuscita di tanti sistemi, di tanta abbondanza, di tanti landscape, di tanti mondi, di tanti movimenti, di tanti profili nomadi, di tanti network della consapevolezza, di tanti codici a barre della Vita schiacciati insieme, collocati alla rinfusa senza tante cerimonie nel portafoglio obbligatorio dei sensi e significati e punti di vista umani?

La Terra umana come una chimera, come un’illusione ottica: non è affatto l’esposizione della Vita dalla A alla Я – Io 😉 , ma soltanto un intervallo – intervallino iniziale, una punta di diamante che contiene tutte le altre lettere… tutte le altre gamme… tutte le altre inclinazioni… tutti gli altri ambienti… tutti gli altri tagli e costumi dei potenziali ed infiniti Io – poli, Io – qui.

La multivocità, la multidimensionalità, l’abbondanza: non vogliono più essere trattate e misurate con un unico metro – con il metro umano – non vogliono più essere ridotte ad un unico denominatore – al denominatore umano.

Ora presso questa benedetta località della Terra – rampa di lancio nella Vita Maiuscola vorrebbero – potrebbero – dovrebbero succedere tante cose!

Come aiutarle a succedere?

Come aiutare la Vita ad uscire fuori dalla sua prima approssimazione e dai gangheri, come superare il veto che proibisce al Cosmo di farsi vedere dentro la terrestricità?

L’emozione della confusione, l’emozione dell’immaturità, l’emozione dell’incompletezza…

Questa emozione potrebbe diventare integra, potrebbe diventare vincente?

Potrebbe accendersi e comportarsi come Master class che illustra e conduce la disciplina del cataclisma della luce della ragione a vostro favore, vivibile in sinergia su ampia scala? Dipende da voi!

Comunque, perché no? Tanto è già nel sangue, e il sangue è una soluzione integra. Un substrato – conduttore dominante. Un acquerello che sa.

Non importa l’etichetta, ma la latitudine, la longitudine, la legittimità, la massa e la gamma dell’esposizione. Dell’esposizione dell’emozione.

Captate le vene, le venature, le arterie, le corde, i capillari dell’emozione!

Captate l’emozione dentro e fuori di voi!

Respirate l’aria dell’emozione, l’aria dell’emozione a colori. Coinvolgete la tavolozza dell’Eternità, per integrare i vostri attuali Technicolor dell’illuminazione di voi stessi e della Vita.

L’emozione trasforma!

L’emozione della confusione che è tanta (e che comunque potrebbe essere quanta serve 🙂 ), che “si agita, si spezza, tremola”, respira, si accende come una fiamma, come una torcia… si sintonizza sulla lunghezza d’onda del Tutto. Sui suoi canali di ingresso – reingresso e di uscita – riuscita.

E contagia… e decontamina… e aiuta a scoprire una località diversa.

La località in cui la soggettività è l’evento chiave.

L’accordo obbligatorio.

Il peso massimo.

Il principio principale.

La località delle porte – portali che cominciano ad uscire dall’anabiosi, più o meno spontaneamente, a respirare, a gioire della Vita, a farsi scoprire in giro, a guardarsi intorno, magari ancora un po’ intontite dal sonno secolare (forse un solo bacio non basta? forse ce ne vogliono tanti? Non c’è problema! 😉 ), a rimettersi in ordine e in sesto, a lucidare le cerniere e le portiere, a predisporre eventuali istruzioni di trasporto per il corpo utenti. Tutto ciò con la massima discrezione, anche perché sono delle porte discrete! E pure infinite!

I semiconduttori… Le semiconduttrici… Che si accendono sempre di più…


Un colpo di stato nei cervelli da un polo all’altro,
Nello spazio ci sono molte crepe e spostamenti! 


Come entrare in possesso, in possesso duraturo (anche se la misurazione – percezione del Tempo, del Tempo rapido, del Tempo centripeto, non potranno essere quelle di prima) di tutto ciò? Di questa sconvolgente e coinvolgente favola della realtà, di questa realtà delle favole?

Ecco, a questo punto vorrei rilanciare la mia “Fiera”, la Fiera come una dinamica potenzialmente vincente per tutti, dove le parti dei venditori – compratori – giullari non sono affatto fisse, dove la Vita sta apparendo – caracollando in tutto il suo splendore nascente, un regime – assetto tramite cui venire naturalmente in contatto con un sempre più espanso, sempre più tangibile volume della Gioia.

Della Gioia che vibra, che circola, che crea l’ambiente, lo spirito della presenza a grandezza naturale.

A grandezza naturale Pratica!

Il vento degli eventi…

Esponiamoci!

Figuriamoci!

Contagiamoci!

Io sono con voi!

 


Tagarga – matagarga,
C’è la fiera nella capitale,
Una fiera fiabesca e reale nello stesso tempo,
Una fiera che unisce i colori e la musica!

Tagarga – matagarga,
Che fiera stupenda!
Una fiera da festa, una fiera libera,
Super accogliente!

Tagarga – matagarga,
Che meraviglia di fiera:
Sonora, intraprendente!
Non tradizionale!

Tagarga – matagarga,
Che estasi, la fiera:
Totale, generale,
Emozionale!

Avete mal di pancia dal ridere?
Ora basta, venite qui:
Chi avrà il coraggio di fare un giro
Sul tappetto volante?

Mi permetto di fare
Una precisazione:
Non ci saranno sacche d’aria,
Né turbolenze.

I piloti del tappetto ieri
Non hanno dormito tutta la notte,
Continuavano a sbattere il tappetto
Per togliere la polvere.

Tagarga – matagarga,
Sì, la fiera è decisamente riuscita!
Tagarga – matagarga,
Speriamo che l’effetto duri a lungo!

http://vo.irinushka.eu/i-giullari-alla-fiera/#position_here


Io vi amo! E vi auguro dei bellissimi voli trasformativi,
anche se la polvere dentro i magici tappeti volanti forse non è stata ancora rimossa del tutto. 😉

Pazienza, volendo, volerà via volando! 😉 

E… Io sono qui!
Proprio alla porta accanto! 😉