Tornerò a sollecitare le vostre anime

“Il bosco è andato e il panorama si sta espandendo…”

Prima di tutto: a chi mi sto rivolgendo, chi sono i potenziali utenti orecchianti di questa mia uscita ben riuscita?

Che cosa sto proponendo, usufruendo del formato del cosiddetto articolo, nella sezione del cosiddetto Presente, del mio cosiddetto sito “Tornerò a sollecitare le vostre anime”… cosiddette pure loro 😉 ?

Sto proponendo i fili, i fili e le direzioni del Pensiero che sbocciano presso di me, dentro il mio campo tuttofare favorito della Ragione, e che sono al servizio dell’esigenza della riunificazione suprema della Vita, cioè del recupero-ricentraggio delle masse capitali più o meno mosse e non affatto uguali della Vita, delle sue densità ed attestati attualmente manifestati, e sempre più atrofizzati, ma prima ancora – delle basi stesse che emanano gli ambienti viventi, gli spiriti-labirinti, le scale della professione/proliferazione della densità.

Il bisogno della riunificazione, di toccare con se stessi l’avvento dell’ambiente supremo, del Tutto, del Dividendo Massimo, di inspirare ed espirare l’aria di “Tutte le dimensioni insieme appassionatamente” è naturalmente incorporato dentro infiniti party e parti e cause, e parti in causa, dentro vari ed eventuali temporali noi, voi, loro che assomigliano a tanti abat-jour mal assortiti racchiusi in rete e temporaneamente privi della luce della chiarezza propria.

Il ricongiungimento di tutte le densità ed eventuali anelli mancanti, l’essere/diventare il volume che riconosce, rappresenta, ricostruisce, riorganizza intorno a sé tutte le forme e le scale potenzialmente rilevabili dell’esistenzialmente lecito – è questa la sfida e la volontà principale, la forza motrice e il perpetuum mobile del comportamento degli eventi, l’evento sorgente che fa risorgere, lo spirito che naturalmente spiega, guida, spinge verso la Convergenza, dipingendola con i colori e i sensi e le maniere dello stare insieme correntemente disponibili.


“No, lo svincolo è come una sciagura,
Le lancette si muovono separatamente – ed ecco che tu non sei qui.
Ma davvero gli svincoli non si ricongiungono mai?
Questo sta convergendo, da solo
E, ingranando la settima,
Il grigio-chiaro
Dimentica di schiacciare il freno.
E allora, convergere è soltanto un sogno vuoto?…”

http://vo.irinushka.eu/due-belle-automobili/#position_here


E si parte da se stessi embrionali – annessi – incoscienti ed insensibili – privi del principio della gravità, della capacità di comprendere il vero senso e direzione del movimento, di essere i curatori/promotori del luogo di culto del Tutto, dentro e fuori di sé.

Si parte da se stessi apparentemente soli e separati e trascurati, conduttori, trasduttori, tuttologhi ed operatori di una densità che non è ancora esattamente venuta alla luce, non ha ancora avuto luogo.

Eh già, è un centralismo fittizio a cui manca qualche rotella 😉 , a cui manca l’essenziale: il principio e il punto d’unione della Ragione, il raggio del succedere che naturalmente abbraccia – illumina – collega insieme volute involute del Tempo – Spazio, involucri ed azioni in fase di transizione, quello che è stato e quello che è diventato, e soprattutto quello che deve ancora accadere.

Non possiamo raccontare – ricalcolare – far convergere ciò che ancora non possediamo, non possiamo scaldarci con il centro/fuoco vivo se non sono ancora cresciuti gli alberi e gli arbusti della dimensione (dimensione = misurazione d’autore delle emozioni della densità? giusto per aiutare a seppellire l’ascia delle dimensioni fisse e fossili 😉 ) del Sé da cui ricavare la legna da ardere con la quale alimentare gli eventi/movimenti della propria densità corrente in fase ascendente.

La densità corrente: una soluzione cinematografica, solida, di primo (e anche secondo, terzo, quarto) acchito, della consapevolezza in viaggio eterno.

Cambia la consapevolezza e cambia la musica, cambiano le proprietà conduttive e ragionanti della soluzione/esposizione, e cambia ogni singola melodia e ritornello della Vita che c’entra con lei in qualche modo.

La soluzione di per sé non è né vera né falsa, è soltanto una scelta degli oblò, una cintura stringente-respingente, una presentazione stringata, un’ipersigla del portale corrente della vera – Where, un anagramma caotico dei ricetrasmettitori della luce disponibili presso la località.

E tutto dipende dall’atteggiamento, dalle risposte/soluzioni all inclusive che vengono acquisite interagendo con questa particolare soluzione/prospettiva della Ragione in stato di sospensione.

Dai fili della Convergenza universale a cui è possibile accedere, prima o poi, da dentro la facciata dell’esposizione della propria specifica presenza/divergenza unitaria.

Scoprendo l’unica forma di solidità veramente valida, sorpassando/dissolvendo lo spirito della densità fasulla, ed iniziando finalmente a Vivere, apparendo stavolta nella Vita dall’ingresso principale, alla volta della rotta principale.

Ponendo fine all’illusione dell’eutanasia logica obbligatoria, all’autodissoluzione progressiva degli involucri e confezioni e centri d’accoglienza in cui l’Io viene provvisoriamente sistemato e decantato.


“I giorni mi hanno saldato in una lega instabile,
Appena si è consolidata, ha cominciato a disfarsi…”


Perché che cos’è la morte, se non un evento retorico, un’espressione logica di una condizione altamente illogica che impone la morte come criterio universale della Vita che va avanti?

Un sistema dei dossier dagherrotipici che sono un ritratto e pure la pubblicità del tempo che… non importa…

Un sipario, un sudario, un difetto della logica della causalità che esclude, spegne, fa fuori senza tante storie, invece di usufruire dei gateway della Ragione altolocata che veramente sa.

Misurate la Vita con la morte, e poi vi lamentate perché non è abbastanza.

È ovvio che non lo è…

Vi è stata inoculata la propensione a credere di essere mortali, che la Vita ad un certo punto finisce, si interrompe, invece, non è ancora iniziata.

Il tempo principale, la direzione principale è la trasfigurazione, la riconnessione, la riconcessione, il ricongiungimento nuovo e diverso degli orizzonti ed anelli e moduli e modelli (volendo, anche retrodatati) della Vita che avviene in vostra diretta ed immediata presenza e anche grazie ai vostri imminenti meriti di senso compiuto.

Così pare. Così è.

La scoperta e l’emanazione con se stessi della sostanza legante – collegante – unificante – tonificante che riporta al Tutto il singolo (un sacco infinito di singoli infiniti), che eclissa e rende nulla la scala degli pseudo feudi, espandendo in cambio nuove e diverse direttive e qualità dei sistemi di misura… su misura.

Dell’immaginazione, delle emozioni, delle volute evolutive del Tempo-Spazio, di tutto ciò che la Vita potrebbe avere il piacere di proporre di misurare.

E così l’attuale sciame/reame delle separatezze, di numerosi bandi, sbandamenti, sbarramenti, paletti e classificatori della Vita dentro la dimensione umana, di tutti quei noi, voi, loro, decantati e decapitati dal tempo immaginario, è soltanto un inizio, una chiamata, un appello.

“Presente!”

Un’ouverture, un dormitorio, un passatempo impastato con ingredienti demagogici, un passe-partout, una rampa d’accesso.

Un warm-up della densità in prima approssimazione, da riconoscere, allineare, mettere in gioco, rilanciare, disconoscere, usare come un antidoto e un ascendente per riportare a se stessi altre, infinite forme della gravità della consapevolezza in movimento eterno.

E questo tempo principale è già arrivato, è già qui, tocca, abbraccia, rivela, si fa riconoscere, si dà da fare.

Si rivolge agli sguardi e travi e pagliuzze, ai concorsi e concorrenti, correnti e controcorrenti, agli evidenziatori e denominatori comuni della privacy con la condizionale, gli sente il polso, gli sussurra all’orecchio (“o a quell’altra roba che loro hanno dentro”):

“Vorrei che tu… smettessi di portare in scena il retroscena della visione della divisione, della division party, e prendessi parte, invece, a quello che succede nel Futuro, al ricongiungimento delle densità, all’ascensione della massa al Dividendo Sorgente…

Io so che tu sai che ce la puoi fare e anche che saprai naturalmente come fare, è una qualità, è una scelta, è un evento che possiedi già, ma che devi ancora liberare, ed auscultare, ed accendere, ed accordare, e presentare nella luce vincente, a te stesso e a chi ti dovesse mai circondare.

Il tempo di prima è andato, è evaporato, e insieme a lui – i suoi ordini ed ordinatori ed approfittatori e profitti d’ordinanza, e pesi e misure e tristezze e ristrettezze.

Perciò svegliati, alzati, trasformati, appari, sii il Cosmo, sii l’evento Cosmico!”

E dunque è così che stanno le cose.

Il tempo principale è il capo, e anche il carro principale, e tutto gli riesce, e tutto riesce, e praticamente…

Ma prima di immergerci nell’argomento del Praticamente (vi prometto che accadrà) mi preme tirare in ballo il Pensiero, il Pensiero – sacramento, le sue qualità onnipotenti ed onnicolleganti che sono a monte di qualsiasi mondo delle avventure, di qualsiasi qui ed ora.

Il Pensiero (d’autore!) è una forza della natura, un elemento/volume universale, una lega iridescente onnisciente, un regolo calcolatore che avvicina e allontana, congiunge e disgiunge, apre e chiude, e regola un sacco.

Un insieme infinito di numeri, principi, relazioni, quozienti e quorum, quello che c’è, quello che sembra esserci, quello che potrebbe esserci.

La realtà discendente e la realtà ascendente, e il come, e il come mai, e il dai, dai, dai…

L’inizio, l’andirivieni e il finecorsa della materia universale che aspira a diventare il Pensiero Unico, puro e semplice, per generare nuovi giri, nuovi assets, nuove relative reality stories, nuovi slanci della logica traslativa ed eventualmente retroattiva.

L’acceleratore naturale della qualità delle parti e particelle di se stessi potenzialmente imparentati con la Condizione Maiuscola.

Ecco che siamo arrivati al punto chiave – alla relazione con se stessi che fa sempre più fatica ad essere/stare nello stato sotto-manifestato malformato e malconcio.

L’Io di prima, il prigioniero e la guardia carceraria del regno della densità eccessiva, se ne sta andando, punto e a capo.

È un dato di fatto che non può essere ignorato!

E al suo posto arriva – all’improvviso! in modo irreversibile! direttamente dall’Eternità! – un Io rappresentante di un’altra dimensione della creazione, di una nuova e diversa edizione – soluzione della densità, dell’autonomia, delle proprietà colleganti.

Un Io-capostipite e governatore della materia priva di mortalità.

E che cosa dovrebbe fare questo Io così diverso dall’Io nascosto sotto le mentite spoglie della consapevolezza umana?

Prima di tutto, è un centro, un super-unificatore, un connettore/adattatore universale delle possibilities, facilites, utilities, di tutto ciò che naturalmente aspira ad attirarsi a vicenda.

Un propulsore eterno in grado di percepire – allineare – assorbire – arricchire – amalgamare – accordare il remoto e il vicino, presentando e rilanciando questa naturale funzione – fusione – esecuzione degli elementi a nome proprio.

Vi piace la vista? La prospettiva?

Vorrei vedere! 😉

Imparate a parlarne!

Imparate ad usufruire della forza del Pensiero!

La propria specifica incognita sostanza onnicollegante si nasconde e si manifesta, si manifesta e si camuffa dentro il respiro assennato e spesso assonnato del Pensiero. Del Pensiero vocativo che ha tutta l’aria di…***

E noi possediamo il Pensiero, giusto? Lo teniamo ben stretto… 😉

Come stanare, come scoperchiare questo sconfinato supremo comando motorio, questi dolci fili ed intrecci dei destini in movimento, questa conduttura e copertura e cooperativa intuitiva/cognitiva senza stonare?

Senza ricadere nel peccato capitale dell’immaginazione dell’atmosfera piena di spifferi e di specchietti per allodole,

di brufoli infiammati della fede amorfa che non sa e nemmeno crede, un corrimano rudimentale dell’orizzonte che è scomparso ormai,

di luoghi e denominatori comuni, dove colui che giustamente dovrebbe prendersi cura della propria bussola del Corpo Pensiero viene ridotto quasi in fin di vita.


“Eh? Ah… è così, mio piccolo amico,
È proprio questo il punto…”

http://vo.irinushka.eu/la-canzone-di-dodo/#position_here


Ma sbroglieremo la matassa!

Rimanete con me, sulla mia lunghezza d’onda, seguitemi nel mio mondo delle avventure piene zeppe dello spirito della libertà, delle luci non artificiali, dello charme del Tutto ancora tutto da scoprire, e vi prometto che insieme cercheremo e troveremo!

Prenderemo spunto dalla sensazione naturalmente mobile (dopotutto, tutto oscilla!) dell’ascensione del Pensiero verso un nuovo status, quello che oblige il Tutto, il Tutto-Dividendo a presentarvi il reame delle cose materiali, delle cose oggettive in tutt’un altro sistema dei nessi ed equazioni e risoluzioni esistenziali.

Se sarete, se vorrete essere dei super unificatori, dei promotori ed agenti plenipotenziari delle realtà del Tempo della Convergenza Universale.

Scoprendo nuovi comandi, nuove logiche, nuove dinamiche.

Ragionando con degli obiettivi che…

(E qui apro una parentesi per rivolgermi agli obiettivi, nella loro nuova categoria logica del tutto priva di categoricità: “Ehilà, obiettivi carissimi, come va? Vorreste essere seguiti? Seguiti – raggiunti? Raggiunti – trasformati? Allora, su, avanti con l’autopresentazione, siamo tutt’orecchi, a voi la prima mossa!”)

Benissimo, siamo dunque d’accordo.

Io inizio, voi vi allineate, io condivido quello che so (a mia discrezione e anche su richiesta), voi rinunciate al sapere di prima.

A quale sapere? Non ad un sapere masochistico – anacronistico, non ad un sapere di tutti (sarebbe troppo facile…), ma alle vostre specifiche frecce portanti e pure pungenti del sapere di cui siete praticamente certi, che guidano, incoraggiano e spesso scoraggiano i vostri voli ed exploit nella materia…

Al “Io so che cos’è la materia, Io so come sono fatte – definite le condizioni materiali. Ne sono garante, ne sono testimone, ne sono Io sapiens…”.

Dimenticatelo pure, questo Io sapiens che non conosce Dio, questo convento/condominio di clausura, questo sapere/testimoniare convulso, condizionato e condizionante, tanto in queste condizioni non c’è nessuno che vi stia ascoltando per davvero.

Perché il vostro albero genealogico del Sé non è ancora nato.

Perché le radici non sono ancora venute allo scoperto.

Perché la vostra sostanza legante/collegante è ancora incastrata dentro la finta solidità.

Dimenticate, facendo un passo alla volta.

Circuito per circuito, carattere per carattere, parametro per parametro, senso per senso, pezzo per pezzo, porzione per porzione, pozione per pozione, dissonanza per dissonanza.

Una liberazione, una liberazione strumentale naturalmente inarrestabile di se stessi che stacca la testa al senso dell’ambiente comune di cui non siete il capostipite (e perciò, com’è possibile ragionarci? conviverci? che razza di ambiente è?), gli dà scacco matto.

E così, ad ogni sorprendente mossa illuminante dell’etere (giusto per non parlare sempre a nome mio  😉 ), mettete pure fuori uso con cautela 😉 un pezzo-pizzo del vostro attuale dossier-cartella su voi stessi, e, se volete, confermatelo con una buona dose di… raccomandata fermo posta 😉 , anche se… non è un evento che possa passare inosservato di questi tempi 😉 …

E poi… arriveranno delle risposte… magari, anche consegnate direttamente a domicilio, presso il vostro campo sorgente che sta sorgendo.


“«Sì, è per me. Sì, sono io. Sì, sono certamente a casa!»
«È arrivata la linea. Risponda!» – «Ciao, sono io!»”

http://vo.irinushka.eu/zero-sette/#position_here