Tornerò a sollecitare le vostre anime

Il mondo non c’è, ma potrebbe esserci…

Sottotitolo: 

“Ci sentiamo triangolobermudati nel cuore e triangolobermudati nell’anima!”

Il sottotitolo di questo articolo proviene da una delle mie canzoni scherzose, “Cara redazione!”, una lettera collettiva dei pazienti di un manicomio alla redazione del programma “Ai confini della conoscenza” (http://vo.irinushka.eu/cara-redazione/#position_here).

Allora, di che cosa parlerà l’articolo?

Non del manicomio… perlomeno non in senso letterale… 😉

Non del sapere, della conoscenza, e dei suoi limiti e confini, veri o falsi che siano…

Proviamo piuttosto a toccare, a sollecitare, a riaccordare il sistema percettivo, il vostro/Nostro sistema percettivo della consapevolezza in trasformazione sempre più rapida.

Il sistema percettivo come una torre di controllo del traffico degli elementi della Vita, delle frequenze portanti, dei giri, delle velocità, delle vedute – view.

Stabilisce le precedenze (in gran parte basate sui precedenti), gestisce, organizza, indaga, mette a fuoco, smaltisce, autorizza, non autorizza, mantiene l’ordine, cerca di fare del suo meglio.

Però se è convinto di avere le piste di atterraggio, le strutture accoglienti di una certa lunghezza, di una certa scala, di una certa portata, taglierà fuori tutti gli elementi e UFO che non corrispondono ai limiti prescritti… ed impoverirà tantissimo lo scalo… rifiuterà a tantissimi carichi e incarichi il diritto di atterrare e di farsi vedere e riconoscere nella terrestricità…

Vi farà mancare tanti inizi… tanti indizi…

Apparentemente lo spazio è pieno, riempito, bello omogeneo… non si vedono macchie bianche, non si vedono buchi neri (mah… cioè… insomma 😉 … Sorvoliamo… andiamo pure avanti…).

Le vedute – view della Vita, della panoramica corrente della Vita in cui vi risulta di essere presenti, in cui vi risulta di usufruire di un certo insieme di movimenti e forme, vengono in primis impostate nella consapevolezza, nel nido sorgente della consapevolezza.

Stiamo parlando della consapevolezza dell’Io soggetto che, a sua volta, è correlata con la consapevolezza corrente dell’Esistenza tutta, con quello che l’Esistenza si può permettere di possedere/esprimere come ragionamento/movimento, nei termini degli attuali approvvigionamenti e coperture delle energie.

La forza (o anche la debolezza) delle vedute conferma e riflette l’attuale logica e logistica della trasmissività energetica, le vedute sono il biglietto da visita dell’attuale landscape della consapevolezza nella materia.

Le vedute: non soltanto quelle che si vedono, una certa massa… una certa messa a fuoco più o meno concreta e tangibile (“Io vedo te… io vedo me stesso… io vedo questo o quell’aspetto dell’attuale ambientazione – setting della Vita”), ma anche (e prima di tutto) quelle tramite cui si guarda e si vede… quel che si vede…

Tramite cui si guarda… ma non si vede…

Le vedute come occhi – diottrie – puntoni – distanze fisse, come canali fissi dello scorrimento delle energie, che già pre-impostano, pre-montano, pre-vedono, pre-elaborano tutto ciò che il soggetto potrebbe incontrare – vedere – riconoscere – non riconoscere nel suo viaggio attraverso la Vita.

Come gli occhiali verdi del “Mago di Oz” che trasmettono la certezza di essere nella Citta di Smeraldo.

Come una confezione regalo, come una processione addobbata e truccata che incede verso il nulla, una processione che apparentemente ha tanti partecipanti, eppure nessun look in carne ed ossa che sia veramente imparentato con questo incedere, che sappia che cosa sta facendo e a che pro.

Se uno vede qualcosa… apparentemente con i suoi stessi occhi, vuol dire che ciò che lui vede è per forza reale?

Quanto è reale l’attuale mondo umano, l’unica versione del mondo che attualmente vi risulta di percepire e di possedere?

Avete presente le attuali vedute – view – facciate della dimensione umana? 😉

Se provassimo ad allinearle su un ipotetico cardine, a rimescolarle – ricomporle insieme come un mazzo di carte… la realtà scomparirebbe all’istante…

Si formerebbe una veduta unica, una facciata unica…

E più precisamente, uno spazio vuoto… uno spazio libero, con la targhetta: “Benvenuti! Finalmente! Questo è il punto dell’Inizio!”.

Tutte le attuali vedute/immagini della Vita in movimento sono in qualche modo collegate all’immagine accompagnatrice generalizzante del pianeta, alle frequenze portanti di questa immagine.

È una costante, prima di tutto, una costante a livello della consapevolezza, è una molla caricata che attira a sé altre immagini e connessioni – concessioni, è un parabrezza, è un uso e consumo delle energie prescritto e regolamentato, è un supporto semovente di varie cronache e vedute/view locali e concrete.

È come una galleria sotterranea scavata nello spazio del Cosmo e della Vita, una galleria illuminata con una luce debole e facilmente equivocabile, una galleria/barriera, una galleria – trattenimento che, pur concedendo un certo passaggio, come un autostop, alle energie che vi entrano, nello stesso tempo le mette in catene e in cancrene, impedisce loro di correre, di decollare, di volare, di scoprire nuovi e diversi passaggi ed orizzonti, nuovi e diversi regimi della corposità manifestata.


Mettiti in cammino, svelto! Altrimenti mettiti in una bara.
E già! Non è che ci siano tante scelte davanti a noi.
Siamo stati condannati ad una vita lenta,
E per ulteriore sicurezza siamo incatenati a lei.

E qualcuno ci ha pure creduto, in fretta e furia.
Ci ha creduto stupidamente, senza riflettere.
Ma è davvero vita questa – quando si è in catene?
Ma è davvero scelta questa – quando si è legati?

http://vo.irinushka.eu/la-canzone-di-solodov/#position_here


Tutto quello che ora vi risulta di sapere e/o di saper fare, sia a livello vostro personale che a livello dell’umanità, aspetti globali, aspetti quotidiani, le vostre (in)certezze di ordine esistenziale, il know how dell’essere-ciò-che-vi-risulta-di-essere, è correlato con questa immagine del territorio, della piattaforma accogliente.

Lei fa sapere alle altre immagini che loro esistono soltanto perché possono appoggiarsi su di lei, essere riconosciute da lei, comprese le immagini delle singole persone, ma è poi davvero così…?

Io potrei anche assicurarvi che non lo è, ma ovviamente le mie assicurazioni non bastano per far scomparire presso di voi questo genere di certezze indotte, questo senso della realtà terrestre che vi possiede.

Il vostro attuale sistema percettivo precede ed anticipa ogni vostra scelta, ogni vostra mossa con le immagini e le vedute che vi dipingono così come vi dipingono – come apparentemente appartenenti alla specie umana, anche se questa dimensione, questo taglio della Vita vi stanno sempre più stretti, anche se non vedete l’ora di uscirne per essere voi stessi diversamente abili, diversamente manifestati.

Dunque, qual è la vera scelta? Che cosa si può scegliere in queste condizioni?

Le vedute concrete, le sagome della Vita possedibili in vista, possono essere, possono sembrare tante, apparentemente tante strade, tante direzioni, tanti potenziali agganci alla Vita, tante promesse… tante tentazioni… tanti pericoli… ma questo voi lo sapete, lo sapete benissimo…

Forse addirittura troppo benissimo 😉 … ora provate a diluire con una certa dose di dubbio, o almeno di cordiale disinvoltura, questo

apparentemente vostro

apparentemente sapere

apparentemente assiomatico,

questo senso della realtà impresso – inculcato nelle vostre attuali abitudini e costumi dei sistemi comunicanti, nel vostro senso dell’ambiente abbiente.

Strizzate gli occhi… I vostri Occhi Principali… Gli Occhi che corrispondono al Raggio Principale… Provate a toccarli… a toccarli con voi stessi, a risvegliarli (una condizione che a volte si verifica durante il sonno).

Liberateli dall’obbligo di portare in classe, nella località didattica che vi circonda dentro e fuori, le lenti – diottrie niente affatto correttive, ma riduttive e suggestionanti… queste lenti non vi contengono! Non vi seguono! Non vi servono!

E non contengono, non sono in grado di contenere, di seguire e di servire la trasformazione e la trasformabilità!

Impongono ai vostri motori di ricerca delle convinzioni e dei punti di vista che sono così diluiti, così evirati, così poco vivi che giustamente non li sentite nemmeno vostri.

Un vademecum che invita ad esplorare invano un vano vano…


Ma la via di uscita non esiste: esiste soltanto un ingresso, ed è pure sbagliato…


Ora toccate con voi stessi la testa… la testa come una dimora tangibile della Logica, della luce della Logica e della Logica della luce…

Accarezzatela… abbracciatela… accendetela…

Ora toccate – strizzate – raddrizzate – espandete il cervello… il volume del cervello… del vostro cervello… il nucleo sorgente della densità…

Quel cervello che finora vi è stato fornito – diagnosticato – innestato come cervello e basta, come cervello umano e basta (potenzialmente potentissimo, potenzialmente questo e quello e quell’altro ancora…): provate a relazionarvi con lui come se fosse un cervello ausiliario, un cervello – anticamera, un cervello – sigla, un cervello – veduta che precede e preannuncia l’arrivo, la scoperta del Cervello Principale.

Il Cervello Principale, il Cervello trasformativo, il cervello che non conosce i limiti della morte.

Che cosa porta/comporta questa rivelazione, questa new entry?

In quanti siete?

In quanti ritenete di essere presenti – manifestati qui, nello spazio della Terra?

La Terra, il respiro e l’irradiazione della terrestricità, le sue frequenze portanti, il suo Spirito, quanti soggetti presenti o presunti tali è in grado di ospitare?

Dopotutto, il palcoscenico corrente della realtà corrisponde sempre alla disponibilità e alle coperture delle energie…

Indossate lo Sguardo che vede/ragiona in termini delle energie e vedrete/scoprirete voi stessi autentici… la località autentica o perlomeno questo genere di prospettiva… questo genere di illuminazione… questo genere di cammino…

È arrivato il momento di mettere in ordine i conti, i bilanci, la contabilità energetica.

La Terra non ne può più di avere a che fare con conti che non tornano, con investimenti della Vita a fondo perduto, con tesori dell’Eternità nascosti sotto la superficie che non sa a chi dare, e nemmeno come dare, giacché gli esseri umani non sono autorizzati a gestire le risorse nella veste di rappresentanti dell’Eternità.

E se lo fossero… se lo diventassero, non sarebbero più esseri umani.


O così o cosà…

http://vo.irinushka.eu/la-canzone-di-brodsky/#position_here


Proviamo a rilanciare ulteriormente la Domanda: in quanti siete nella Vita, nella Vita non necessariamente ambientata sulla Terra?

Compreso anche il campo del cosiddetto aldilà, che sicuramente fa parte della Vita, sia a livello delle immagini interiori sia a livello delle immagini esterne.

Dunque: in quanti siete nella Vita, in quanti siamo, rappresentanti e portatori della consapevolezza, dello Spirito, dell’autonomia autentica, co-autori e co-esecutori del Disegno Principale del Creatore?

Che tipo di risposta potrebbe soddisfarvi, potrebbe farvi esclamare: “Ah, ecco, ora mi torna!”?

Vedete, il punto di partenza è proprio questo: valutare soggettivamente (ascoltando tutto ciò che siete) quale potrebbe essere un numero approssimativo di soggetti – presenze – aree della consapevolezza che voi volete, che voi siete disposti a prendere come vostri pari, come co-portatori della vostra stessa autonomia, come co-protagonisti del vostro palcoscenico, come co-centri della vostra onda e del vostro Game trasformativo…

Come onde, grandezze e linee della forza del landscape imminente con cui muovervi insieme, all’unisono, con cui narrare, cantare, co-creare unitamente la Vita. La vostra Vita, il vostro stile e carattere e ordine della Vita.

Non come facce e sagome umane, ma come aree trasversali dell’autonomia e della grandezza.

È come focalizzarsi su una certa onda sorgente della consapevolezza, la vostra specifica lunghezza d’onda della consapevolezza, e concordare (tra voi stessi e il Creatore, prima di tutto), a quale moltitudine dei fiumi e dei torrenti e dei flussi della Vita in movimento questa onda potrebbe corrispondere, in cui lei potrebbe temporaneamente scomporsi, disciogliersi, scindersi, fluire, apparire.

Voi a questo punto sareste, potreste essere, uno dei fiumi – flussi attivi che scorre attraverso il landscape, creando e modificando i suoi e i propri connotati, ma sareste anche quell’Io che è a monte di tutto questo bacino idrico degli stati della Vita manifestati e manifestabili… avreste il ruolo del supervisore e del coordinatore di tutto l’insieme corrente corrente. 😉

Tutti i fiumi e torrenti e fiumiciattoli in cui è scissa la consapevolezza sorgente sono in uguaglianza con voi, possono essere messi in uguaglianza con voi/produttore e regista principale.

E ovviamente non è un campo fisso, non è una struttura fissa, i vostri fiumi, fiumiciattoli, canali e aree di interesse sia immediati che remoti, sia di primo piano che di secondo, terzo, quarto, ennesimo piano, possono apparire, scomparire, cambiare corrente e direzione, pendenze e velocità, e tutto ciò in qualche modo conterrà voi, rifletterà voi, vi fornirà nuovi modi, nodi e causali per il vostro, e della Vita, autoriconoscimento che non potrà mai avere fine.

La mappa della realtà, della Volta della realtà che vi contiene, è personalizzabile, è una struttura modulare dinamicamente aggiornabile…

Di conseguenza lo sono anche l’immagine della località, l’immagine del corpo, altri criteri dell’ambiente che c’entrano con voi, con la vostra Narrativa d’autore…

La risposta alla domanda: “In quanti, allora…?” dipende da voi, la soluzione nasce in voi e vi precede… precede il vostro look che appare e viene messo a fuoco e in moto presso la località.

Il mondo: finora avete avuto a che fare con il mondo sulla base del postulato che il mondo c’è… esiste già… è già dato, riempito, arredato, centrato, conosciuto, confermato…

Ma se il mondo, invece di essere coniugato nel modo indicativo (il mondo c’è e contiene questo e quello, è fatto così e cosà, il mondo/regno delle determinatezze rigide e delle vedute statiche), venisse coniugato – toccato – accompagnato – designato – percepito – vissuto in modo condizionale… in modo relativo…?

Così: il mondo potrebbe essere… potrebbe apparire… potrebbe diventare…

Affinché il mondo vi contenga, vi contenga per davvero e non come una proiezione e derivato dell’immagine corrente dell’ambiente dei cosiddetti tutti, voi lo dovrete iniziare, gli dovrete attribuire certe impostazioni – radici, compresa la vostra forza del tempo.

Lo dovrete espirare fuori usando la vostra onda della consapevolezza, della consapevolezza trasformativa, il senso del vostro unico ed inalienabile ordine primordiale delle grandezze.

E questo mondo, fatto su misura per voi, per ciascuno di voi, sarà il vostro primogenito… sarà la vostra gioia… sarà la vostra creatura della felicità, sarà la vostra performance d’amore e d’autore.

E voi lo allatterete e lo nutrirete, vi prenderete cura di lui, lo educherete, e intanto la vostra stessa immagine, l’immagine del capostipite e del capogenere, sboccerà e fiorirà e diventerà sempre più integra, sempre più capiente… il che vi permetterà di inventare e piantare nel suolo attivo altri nuovi criteri della realtà e della Vita…

Per poi raccogliere ciò che avete seminato…

Il mondo non c’è, non esiste come una condizione assoluta e categorica, la luce non può essere fissa e statica, la luce è sempre in oscillazione, è sempre in movimento, solo così lei è veramente viva.

Il mondo non c’è, ma potrebbe esserci…

E voi possedete il punto di collegamento principale, il punto di svolta principale, lo stato principale. Lo stato sorgente. Possedete l’inizio principale, siete l’inizio principale.

La narrativa a favore di nessuno, di una pseudo unificazione, di un’immagine generalizzante della località, sta per toccare la parola fine.

Questa fine vi contiene e vi sta aspettando, ma in lei non c’è nessuna drammaticità, nessuna tragedia, nessun addio alla Vita… c’è soltanto la liberazione… il sollievo… l’abolizione di una giuntura finta… il recupero della vista… l’inizio dell’orientamento libero ed incondizionato…

La gioia sconvolgente di scoprire come sotto il potere trasformativo del vostro Sguardo Principale si stanno sciogliendo le immagini e gli stati della realtà che non c’entrano con voi… che la vostra contabilità energetica non è interessata a mantenere e a supportare/sopportare.

Le immagini della realtà che si smontano, si sfilano, si defilano, diventando immagini della non realtà… della non più realtà…

Con la vostra diretta partecipazione e testimonianza.

Dipende da voi e dipende dalla località.

Tutto quanto.

Tutto quanto, il 100%, dipende da voi e tutto quanto, il 100%, dipende dalla località.

Il Cervello Principale: provate a sollecitarlo ancora… provate ad attribuirgli lo status di un enorme telecomando.

L’immagine della Vita, l’immagine della Vita a lungo termine (anche se pur sempre ricaricabile) che c’è in voi, contiene naturalmente la condizione di possedere più canali tramite cui essere nella Vita in pianta stabile.

La scelta dei canali… la scelta del mondo che potrebbe essere – dove potrebbe significa anche è – nel senso che siete consapevoli che un certo mondo, una certa mondo-visione esiste in quanto voi avete scelto così, ma nello stesso tempo quel mondo che voi avete partorito, si presenta a voi come un mondo reale, tangibile, denso, in movimento, che percepisce la sua raison d’être come quella di farvi stupire, di farvi emozionare, di farvi arricchire, di far attecchire la luce e la volontà del Creatore.

E voi ci siete dentro… come un denominatore non comune e condividete amorevolmente e naturalmente la vostra autonomia sorgente, la vostra densità sorgente, con tutta la popolazione energetica, con tutte le vedute, con tutti i punti di vista…

Il mondo esce da voi e torna a voi e voi siete felicemente presenti in ogni singolo istante di questa mega-ricerca, di questo vostro Miracolo.

È tutto fatto – predisposto su misura per voi, ma essere titolari di un mondo non vi priva del piacere e della responsabilità di creare – servire – gestire delle situazioni concrete, dei frame concreti, tutto ciò che appare davanti alla vostra faccia del protagonista di questo immenso potrebbe

Tutto affluisce a voi e tutto deriva da voi… siete voi i pilastri, i supporti, i super connettori delle vedute. Delle vedute tramite cui vederci chiaro, vederci bene.

Siete anche delle bussole, delle Io-bussole, e queste bussole ora sono in fase di formazione intensiva.

Che cosa succederà alle attuali vedute – diottrie fisse – puntoni e puntali della consapevolezza cellulare che… stanno smettendo di vedere… di comunicare… di esistere?

Che stanno smettendo di esprimere la Vita in relazione al senso di se stessi/soggetto attivo e di se stessi/soggetto attivo in relazione alla Vita…?

Che cosa succederà all’attuale capannone interiore ed esterno della Vita a cui le vedute corrispondono, che loro centrano, con cui c’entrano?


Vedi di scoprire che cosa c’è oltre il confine della Terra
E se si possono allargare gli orizzonti!

http://vo.irinushka.eu/lorizzonte/#position_here


Lo scoprirete, lo scopriremo insieme, potete contare su di me, questo è il mio posto e sono già in posizione. In pole position… 😉

In un certo senso noi vogliamo cambiare le vedute come se fossero delle specie. Come esistono delle specie o delle razze animali, esistono le razze delle vedute e sostanzialmente vogliamo migliorare molto la qualità, scoprire nuove qualità, soprattutto le qualità trasformative.

Perché magari queste qualità trasformative c’erano, come in qualche specie animale c’è qualche genere di cromosoma che ha delle caratteristiche sconvolgenti, solo che non è attivo e allora la specie continua a essere quello che è. Anche nel caso della veduta, questa continua a essere quello che era, ancora congelata, ancora sempre statica, non affatto libera.

A livello della densità stiamo creando una specie di rimescolamento degli elementi, di sotto-sopra dei cromosomi, e così le grandezze che naturalmente possono attirarsi a vicenda si potranno attirare; se noi le libereremo dai limiti che le condizionavano, allora si scopriranno a vicenda e diranno: “Oh… mettiamoci insieme!”

Noi ragioniamo nei termini delle vedute, delle vedute onnipotenti e dinamicamente aggiornabili, delle vedute – radar e biglietti da visita del landscape cosmopolita, magico, magistrale, trasformativo, pieno di Forza… e all’interno delle vedute arriveranno anche degli esseri… vedremo poi come saranno…

Saranno comunque quelli giusti… questo ve lo posso promettere!

Vi auguro tanta felicità! E… ricordate, continuate a ricordare che:


Ma voi non avete nemmeno incominciato a vivere!