Tornerò a sollecitare le vostre anime

“Io corro corro corro corro corro…”

Frammenti intrecciati dell’incontro collettivo russo con Volodia del 25.01.2019 e dell’incontro collettivo italiano, sempre con Volodia, del 27.01.2019

Ciao a tutti, ne è passato di tempo!

Lo sentite come la Luce sta pulsando, come sta ondeggiando?

Veramente, in questo momento sta ondeggiando ancora in modo leggero, noi la stiamo ancora trattenendo.

Ma quanta Luce si è accumulata dentro se stessi!

Guardate voi stessi e la vostra Luce, lei è così tanta e preme per uscire fuori e ovviamente questa esigenza non potrà essere ignorata e oggi cercheremo di assecondarla…

… Ma se c’è la Luce, allora c’è anche l’ombra?

Proviamo a sollecitare l’argomento delle ombre, perché così ci sarà più Luce.

Le ombre sostanzialmente sono anch’esse una Luce.

Solo che si tratta di una Luce arrotolata, schiacciata, ridimensionata, messa a fuoco in modo sbagliato, fuori dal proprio tempo, forse fuori gioco. Per non parlare delle ombre finte – esistono anche quelle…

E adesso c’è, è presente, un’enorme quantità di Luce, e questa Luce preme per scorrere, per esprimersi, per darsi da fare e, a volte, questi slanci della Luce si imbattono in qualcosa di non articolato che potrebbe essere definito come “ombra”. E questo frena la Luce, le crea un senso di smarrimento.

Immaginate questa Luce che corre, viva, allegra, piena di voglia di giocare, e poi di colpo si imbatte in un’ombra… ma un’ombra è luce anche lei! E allora la Luce si sente perplessa, sconcertata e cerca di capire che cos’è successo, prova a far parlare questa ombra, a relazionarsi in qualche modo con lei, a liberare la sua intrinseca vitalità. Tutto sommato, questo comportamento fa onore alla Luce, ma allo stesso tempo in qualche modo la frena, la condiziona, riduce i suoi giri.

E visto che tutti voi – Noi ogni tanto sperimentiamo questo “stupor”, questo stato di sconcerto, proviamo allora a sbrogliare insieme la matassa, a riaccordare insieme qualcosa.

Dunque, prima di tutto, vorrei formulare questa considerazione: che un’ombra non minaccia mai nessuno, anche se potrebbe crearsi questa impressione (che ci sia dentro qualche minaccia nascosta), perché la Luce dentro l’ombra è compressa, non a fuoco, oscurata. Ma di solito è un’illazione, una supposizione arbitraria. Piuttosto, un’ombra, è uno stato, una corrente della Ragione (della Consapevolezza), non esattamente adeguato, non del tutto in sé.

Le ombre che adesso sono presenti dentro e fuori di voi: intanto proviamo ad ammorbidirle ulteriormente, a riscaldarle, a trattarle con la morbidezza, ad animarle un pochino e poi… staremo a vedere…

E la Luce, la Luce che è il capo, inizia la rincorsa. E dove va, dove vuole andare? Questo non le è ancora del tutto chiaro. È una specie di: “Io corro corro corro corro corro… perché so che è giusto così”. Ed è una vera Forza, non come il corridore della mia canzone della Maratona  😉

Questo “Io corro corro corro corro corro…” è davvero eterno.

E adesso la Luce inizia la corsa, inizia la rincorsa, raggiunge questo stato, di una corsa stabile e ben organizzata, ben gestita, e questa condizione le piace veramente tanto.

E a questo punto è arrivato il momento di assecondare il più possibile la propria Luce, di darle corda, di aiutarla ad espandere se stessa, a raggiungere questa condizione di una corsa intelligente, equilibrata, di un movimento ben fatto.

Di aiutarla nelle sue ricerche. Perché lei, la Luce, corre corre corre corre e si guarda intorno in continuazione, è molto curiosa, vorrebbe vedere il più possibile, e non soltanto vedere, ma anche condividere ciò che ha visto.

E anche qui sarà d’aiuto la morbidezza, il senso di equilibrio in continuo aggiornamento, evitare delle impostazioni troppo rigide, troppo fisse.

Perché se voi vi fissate con qualcosa, la Luce potrebbe riportare dei traumi, avere “la sindrome del fiato corto” e non le sarà così facile riprendersi dopo quei traumi.

Perciò cercate di assecondarla il più possibile, di accompagnarla il più possibile, lungo la sua specifica traiettoria, e di fondervi con lei il più possibile durante lo stato della corsa, durante lo stato del movimento vivo che è contemporaneamente terrestre, ma anche eterno. E con un leitmotiv: “Ma quanto è bello! Ma quanto è bello che tutti noi stiamo correndo!”

E corre anche la materia! E anche i criteri correnti di ciò che è (oppure non è) reale corrono pure loro, spostano se stessi pure loro!

Questa corsa è pura, è di razza pura, non è di carattere personale, però molto impastata con ciò che è la propria natura e maniera dei movimenti.

A volte la corsa risulta piuttosto faticosa, una specie di emergenza, di lavori straordinari, quando si tratta di superare qualche ostacolo, ma poi riprende la sua grafia normale, il suo ritmo normale, e si può di nuovo guardare in giro, ammirare se stessi e tutto ciò che corre.

E intanto che si corre, si apprende: vengono captate delle briciole del venire a sapere, delle particelle delle nuove abilità esistenziali, e la corsa si svolge nell’oltre, ma anche nell’ambiente del tutto terrestre, con scenografie terrestri per eccellenza.

E intanto che si corre, nasce una nuova e diversa fiducia in se stessi. Già prima vi fidavate di voi, giusto? 😉 E ora si aggiunge questa nuova sfumatura: una fiducia in se stessi come in coloro che corrono sia nell’oltre che nella terrestricità, ed è una fiducia diversa, deriva proprio dallo stato del correre, viene ricaricata e potenziata dalla dinamica dello spostamento. E questa nuova fiducia ora vorrebbe essere espressa, vorrebbe essere riconosciuta.

Anche perché le porte sono aperte, la terrestricità è piena di porte aperte, sia globali che locali, sia quelle del passato che quelle del presente.

E di questa nuova neonata fiducia bisogna prendersi cura e anche usarla per fecondare/nutrire altre sfumature e regimi della propria fiducia, in modo che non si indebolisca, che segua sempre da vicino il respiro della Vita. La fiducia del correre riscalda e permette di sbocciare sempre di più, di fondersi con la Vita, con il suo fiorire, con il suo bollire…

D.: Che cosa fare per superare in fretta questo “stupor”, questo stato di sconcerto, quando la Luce si è imbattuta in un’ombra piuttosto folta e bella grossa?

R.: Ricordate quello che dicevo, che la Luce corre. Corre, fluisce, brama, punta, deve essere sempre in movimento, alimenta e sostiene se stessa quale Luce appunto stando in movimento. Ed è per questo motivo che gli stati rigidi, poco mobili, poco versatili sono come una tortura per la Luce. Se la Luce viene costretta ad immobilizzarsi, ad essere bloccata nelle strutture e nelle situazioni immobili e troppo fisse, inizia gradualmente a morire, a spegnersi, se non le è possibile essere in movimento, fluire liberamente.

E perciò per risolvere le questioni relative alle ombre conviene usare il riferimento del movimento.

Siccome un’ombra è comunque una Luce, magari molto immobilizzata e schiacciata, si potrebbe provare a fornire a quest’ombra un certo impulso del movimento, darle una spinta – non per offenderla o colpirla o cacciarla via, ma per stimolare la sua naturale dinamica del movimento.

Può darsi che in questa ombra grande e grossa si sia incastrata un’enorme quantità di Luce, quindi – via con il movimento, con i movimenti! I movimenti potrebbero essere non particolarmente belli, magari goffi, spigolosi, in un certo senso perfino provocatori. Però servono per rianimare, riportare in Vita quello che è lo spirito della Luce nascosta dentro questa ombra.

Vorrei essere chiaro su questo punto: non vi propongo di trasformare in Luce qualsiasi ombra, di guarire tutto ed ogni cosa. Però, se una certa ombra è proprio sul vostro cammino, diventa una corsa ad ostacoli, e quindi in qualche modo bisogna relazionarsi con quell’ostacolo. E relazionarsi come?

Tramite il movimento. Provare a ripristinare dentro questa ombra la sua naturale dinamica del movimento.

Può darsi che a questo punto lei si sgretoli, si smonti e smetta di fare l’ostacolo, oppure che si trascini altrove, ma in tutti i casi la faccenda va risolta tramite il movimento.

D.: Ma perché cercare di ammorbidire le ombre? Le ombre hanno dentro tanto dolore, tante delusioni, anche verso di noi che ci abbiamo a che fare, fanno sentire la sofferenza perché non si può più cambiare niente…

R.: Le ombre sono un’immagine, un look, un formato che le energie, in un certo momento, hanno assunto. Ma se queste ombre sono una potenziale Luce e la Luce è un potenziale movimento, allora cercare di ignorare l’ombra, di escluderla, di metterci una pietra sopra, vorrebbe dire anche rinunciare alla Luce che potenzialmente c’è, avrebbe potuto, potrebbe essere in lei.

L’atteggiamento vincente è quello di non dare retta, di non dare corda ai formati ed immagini e look apparenti in cui era codificata la situazione.
I look, le immagini potrebbero essere squallidi e perfino repellenti, ma non considerateli come dei look, non andate sul personale, percepiteli come degli scafandri che potenzialmente sono dei portatori… di che cosa? Della Luce, di energie, comprese le energie della Vita eterna. E queste energie possono essere aiutate a ricaricarsi, a riprendersi.

Perché? C’è forse qualcuno che vi costringe a farlo? Ma per amor di Dio, nessuno vi sta obbligando! Però è semplicemente un’altra naturale abilità esistenziale: il ripristino (la ricarica) con voi stessi di qualcosa che vi è dato di ripristinare/ricaricare. Ecco, voi state correndo con la vostra Luce, avete raggiunto un’ombra, le avete dato una spinta e avete ripreso la vostra corsa.

E questo non vuol dire che vi siate messi a relazionarvi con l’ombra in qualche modo, tanto meno in una prospettiva di lungo termine, che vi siate assunti un certo fardello: l’avete semplicemente spinta, stimolata, sollecitata (tra parentesi, si può fare anche in modo retroattivo) e così manifestate la vostra capacità di prendervi cura della Vita, di prendervi cura della Luce, di prendervi cura di voi stessi nell’ottica di una Vita migliore.

Perché se c’è più Luce, ci sarà più di voi, e sarete più vincenti, dentro questa Luce. Ci sarà più Luce, la Luce farà i suoi giochi, brillerà, risplenderà, e voi in lei apparirete in modo magnifico, in modo superlativo.

Quindi non percepite le ombre dentro le categorie esistenziali attualmente in uso, non interpretatele “in modo frontale”. Perché se si ragiona in questi vecchi termini e categorie e giri terrestri, non si può cambiare niente.

Subentra lo spirito, il respiro e “il taglio” del Passato, e i look e le immagini sono così immobili che è impossibile trasmettere loro nuove qualità. Se invece considerate questi look come degli scafandri con la condizionale dentro i quali potrebbe esserci qualcosa di meraviglioso, di molto importante, allora si può fare. Però non deve essere una forzatura, non dovete costringervi a farlo per forza, è proprio uno slancio, un naturale sapere fare, una naturale compartecipazione al recupero di una Vita più completa, più integra, più colorata, più varia.

… Secondo voi, perché il Passato vi è dato? Adesso che siete nel Presente, che senso ha continuare a possedere il Passato? E che cosa vuol dire, possedere il Passato? È soltanto un ricordo oppure qualcos’altro?

È sicuramente qualcos’altro… E allora se qualcosa vi è dato, probabilmente, è per farci qualcosa.

Possiamo parlare del Campo del Passato. Ecco, da questo Campo del Passato si può, si deve liberare tanta Vita, tanta energia viva che vi era residente, ma che per qualche motivo non si è espressa, non si è manifestata, oppure all’epoca l’uso e il consumo delle energie era molto più debole e grossolano di quanto possa essere adesso, e comunque sappiate che dentro questo Campo del Passato ci sono delle scorte, ci sono dei tesori.

Come prelevarli, come recuperarli?

Ecco, una delle nuove abilità esistenziali che sta arrivando ora, riguarda proprio l’interazione con il Passato a favore del Passato stesso che però sarà a favore del Presente, cioè, permettendo di servire meglio, in un modo più completo quello che (vi) sta succedendo nel Presente.

Attivare la retromarcia.

Conoscete benissimo la funzione della retromarcia nelle auto o in altri mezzi di trasporto, ma che cosa significa se parliamo del tempo lineare?

Tutte le abilità esistenziali della dimensione umana sono concepite in, servono la logica del, tempo lineare, quindi apparentemente il tempo si muove solo in avanti, e non esiste il movimento inverso. Ma è davvero così?
Ecco che siamo arrivati ad un momento molto molto delicato che adesso proverò a presentarvi.

Intanto, il tempo, il tempo che si muove, è sempre soltanto una parte, non tutta quanta la massa del tempo, non tutto quanto il volume.

Sì, una certa parte del tempo scorre in avanti, lungo la prospettiva lineare, e il resto del tempo che cosa fa?

Non scorre in avanti, e tutti voi avete presso di voi questa scorta del tempo che non è stata usata, non è stata consumata, avrebbe potuto scorrere in avanti come suggerisce la logica del tempo lineare, ma è rimasta fuori gioco.

E però questo tempo è vostro, vi appartiene, e adesso, dopo che di recente la Sorgente terrestre, l’Onda Principale ha attivato certe nuove funzionalità, dovrebbe diventare possibile agganciare questa massa del tempo che è rimasta fuori gioco, fuori uso.

Quindi quando io dico che si può andare verso il Passato, non intendo andarci solo con un lavoro di immaginazione o sollecitando dei ricordi, o magari, assecondando il senso di nostalgia ecc., ma usando questo tessuto del tempo che non è mai stato indicato sulle mappe.

D’altronde, le mappe della dimensione umana sono molto approssimative e tutt’altro che complete. Sulle mappe il tempo era tracciato come se fosse tutto quanto il tempo che andava in avanti, invece questa altra massa del tempo non veniva rilevata, non veniva segnalata sulle mappe, eppure c’è!

E dunque si tratterebbe di rivolgervi a questa vostra scorta del tempo che non si è mai mossa, e, a vostra discrezione, cercare di attivare in quell’ambiente il movimento in senso contrario, la retromarcia, appunto.

Prendete lo spunto da questa certezza che esista del tempo non utilizzato, un tempo che non potete vedere dentro la mappa umana, ma non guardate troppo la mappa umana, limitata ed ingannevole, semplicemente sappiate con certezza che questo tempo ci sia ed usatelo per avvicinarvi al Passato.

A quale episodio, a quale momento del Passato, dove andare esattamente?

Direi che adesso vi conviene fare delle prove, imparare ad usare la retromarcia, senza ancora un obiettivo o compito particolare (come fare le prove sulla piazza del mercato nei giorni in cui non c’è il mercato 😉 E ricordatevi anche che quando attivate la retromarcia, dopo bisogna ricordarsi di disattivarla, almeno nei primi passaggi… 😉 ). E quando vi renderete conto di poter andare in retromarcia, allora certe condizioni del landscape del Passato attireranno naturalmente la vostra attenzione.

Magari, un certo episodio vi farà un salutino con la mano, allora vi avvicinerete a questo episodio, lo solleciterete in qualche modo e da lì si riverserà su di voi un mucchio di energia pura. A questo punto, voi avrete liberato quell’episodio, e lui potrà far entrare in circolo quell’energia che vi era trattenuta.

È a favore vostro, del Campo del Passato e del Campo del Presente, è a favore delle nuove abilità esistenziali, e così è tutto vincente, siamo tutti vincenti.

… Vorrei ancora mettervi in guardia contro la tentazione di ritornare nel Passato allo scopo di “nobilitarlo” in qualche modo, per correggere ciò che ritenete un errore: non dovete interagire con il Passato interpretandolo alla lettera.

Ricordate: è un Campo, il Campo del Passato, che ha dentro dei tesori per voi, adesso potete accedere a quei tesori, e da lì ricaverete una forza supplementare, una massa di energia, anche un aggiornamento della logica, questo lo sentirete naturalmente. Però non attivate il quadrante umano con i suoi sensi e significati e logiche, apparenti perdite, apparenti vincite, perché in questo regime la retromarcia non funzionerà.

La retromarcia funziona se voi rinunciate ad usare la mappa delle dimensione umana. Se invece voi attivate/caricate la mappa della dimensione umana, la retromarcia sparisce.

… Noi continuiamo a prenderci comunque cura del nostro Passato, la porta verso il Passato non è mica chiusa a tenuta stagna. E il Presente si espande anche nel Passato…

… E adesso, per concludere, facciamo un altro giro, mandiamo di nuovo le nostre buste speciali dal Presente verso il Passato. È andata benissimo con la “wonderfulness”, e ora vorrei riempire le buste con qualcosa che c’entra con il lato pratico, concreto, applicato, pragmatico, utilitaristico. Cioè, con la Luce attuale, le energie terrestri di adesso con l’intento di rianimare ed aggiornare la sfera pratica, pragmatica di allora.

Il lato pratico/utilitaristico del Passato: che cosa è rimasto di là che io vorrei rianimare, ricaricare ulteriormente?

Beh, tutto, tutto quanto!

Tutto ciò che fa parte della sfera pratica dell’esistenza: cose di routine, affari, impegni, casa, lavoro… e ora irradiamo questi e altri aspetti con quello che arriva dal Presente.

Questo spirito, questa Luce, questi giri che per il momento non hanno ancora un qualche genere di aggancio pratico o di esperienza specifica che li rappresenti, che li manifesti, ma che aspirano ad essere usati dai principi ed algoritmi terrestri. E dunque, per cominciare, noi li manderemo, li inoltreremo nel Passato (il che non vuol dire che si ridurranno nel Presente), perché, anche se potrebbe sembrare paradossale, nel Passato sarà loro più facile mettersi a terra.

Le frequenze, i giri, i ricalcoli del Passato erano ancora di taglia piccola, fatti in modo semplice, per cui la messa a punto e in ordine del Passato (con le “tecnologie” di adesso) non è così complicata né impegnativa come quella degli attuali flussi e condizioni cosmo-terrestri.

E ora, mandando queste buste speciali a voi stessi residenti nel Passato, auguratevi tanto successo nel Passato in campo pratico e… vedremo come e in che modo questo intervento si farà sentire nel Presente, quali conseguenze avrà.

… Eh… lo so che comunque vorreste chiedermi: ma com’è che poi avverrà che il corpo (apparentemente) umano diventerà il corpo della Vita eterna?

Facciamo così, adesso vi do questa dritta: provate a pensare al vostro corpo come ad un bene, un asset. Un asset senza tempo, un valore eterno. Non ci avete mai pensato, non in questi termini. E con questo vostro atteggiamento verso il corpo quale bene eterno e decisamente non condizionato dal tempo lineare, che cosa arriverà?

It’s up to you!

Provare ad usare questo approccio, tra l’altro, potrebbe stimolare in voi altre percezioni, nuove ed interessanti di voi stessi, però partite proprio dal corpo.

Il corpo, com’è adesso, è un bene, un asset, un valore senza tempo.

Ma guarda! 😉