Tornerò a sollecitare le vostre anime

“Io respiro, e perciò io amo! Io amo e perciò io vivo!”

Irina:

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in questo video:

È un servizio dedicato a lui (il giorno in cui avrebbe compiuto 75 anni), con delle riprese inedite, con testimonianze dell’amore – adorazione incondizionata che la gente provava per lui… e anche di come gli mettevano i bastoni tra le ruote…

E a metà del video (dopo i primi due minuti) c’è una scena in cui l’attore che ha interpretato la parte del protagonista nel film “Vysotsky. Ringrazia ancora di essere vivo!”, uscito nel 2011 (un film che ha suscitato molte polemiche e che io personalmente ancora non sono riuscita a vedere fino alla fine…), si presenta sul palcoscenico trasformato per la parte… e la sala… la gente in uno slancio unanime si alza in piedi… e si sente “Volodia… Volodia…” perché… c’è un bisogno enorme di lui… vivo… qui… adesso…

Ecco, questa scena mi ha fatto piangere come una fontana… e appena ci ripensavo, ricominciavo… 🙁

E ho scoperto il perché di questa mia reazione il giorno dopo, rileggendo i materiali dell’incontro collettivo del 16 maggio, della seduta condotta da Volodia… più vivo che mai… più vicino che mai… più autentico che mai…


Nel mio passato c’è stato molto Amore.

L’Amore vuole vivere, per l’Amore è naturale vivere. L’Amore non vuole ubbidire a quelle disposizioni e regole dei consumi delle energie che girano intorno alla condizione della morte, intorno alla presenza a tempo determinato. L’Amore non ragiona nei termini della morte, della mortalità, l’Amore è la Forza della Vita.

Allora come può sentirsi l’Amore incastrato dentro un assetto del passato definito come una condizione che non c’è più, come una condizione che è finita con la morte?

Come può sentirsi l’Amore incastrato dentro l’ordine di grandezze che ragionano in termini di morte, di paura della morte?


Mi hanno fatto a pezzi, ma io sono felice perché gran parte di quello che mi hanno preso, tirandomi ognuno dalla sua parte,
Io stesso l’avrei donato loro di mia spontanea volontà.

http://vo.irinushka.eu/io-sono-andato-via-dalla-causa-da-una-causa-cosi-buona/#position_here


L’Amore non vede l’ora di liberarsi da queste strettoie e malformazioni, vuole rinascere, vuole farsi scoprire nel Nastoyashie – nel Presente Autentico, vuole semplicemente essere, essere adesso, essere in diretta, non solo filtrato/resuscitato nei ricordi, testimonianze, ipotesi, imitazioni.

L’Amore vuole essere adesso.

La mia Forza dell’Amore forma il mondo, definisce il mondo, il mio mondo. Come prima cosa, come fondamenta, ci metto dentro il mio Amore e il mio linguaggio dell’Amore e il mondo, il resto del mondo, si formerà su queste fondamenta.

Il mio mondo sarà il mio linguaggio dell’Amore.

Il mio mondo è prima di tutto un’emozione, un’emozione infinita, un’emozione incessante. Per come io sono fatto, non posso non emozionarmi e mi piace essere emozionato, mi piace anche toccare le emozioni degli altri, arricchendole e arricchendo anche il mio stesso linguaggio delle emozioni.

E ora… direi che possiamo continuare a parlare dell’Amore, anzi, non solo parlare. 😉

Proprio in questo momento le onde e le unità di misura dell’Amore, dell’Amore terrestre, stanno cambiando parecchio.

Sta succedendo qualcosa all’Amore… alle sue costanti e alle sue variabili, alle sue abilità e alle sue accordature dell’agibilità, e di conseguenza alle persone che sono o che pensano di essere nell’Amore, con l’Amore, presso l’Amore, nell’ordine e nell’orbita dell’Amore.

L’Amore è il principale produttore/editore/emettitore/propulsore della realtà.

La dimensione umana. Che cosa vedo dalla mia attuale postazione?

Il mondo delle persone… il mondo della materia che fa capo alla consapevolezza cellulare, non è per niente sicuro di sé.

Dubita di se stesso continuamente, sospira e dubita, dubita e sospira… e questi dubbi sono tutti strettamente imparentati con la paura, con la paura di non vivere, di non vivere più, di non far (più) parte della Vita.

Questa paura lo sta torturando… lo sta perseguitando… lo sta trasformando nel fantasma di se stesso.

Il sistema delle immagini che provvedono a creare la rampa di accesso della Forza, l’ingresso nel mondo della Terra, è fissato tramite la paura – la paura è un elemento di fissaggio.

La paura è un elemento categorico (impostato come tale) che però è presente come una sospensione, come una dispersione, come un’eclissi dei giri originari, come un respiro lordo ed esagerante, come l’opposto di una condizione netta.

È possibile sentirla, è possibile patirla, è possibile esprimerla, è possibile eseguirla, è possibile propagarla in giro (eccome se si può!) ma non è possibile toccarla direttamente nel suo nido.

Non è possibile chiarire con lei una volta per tutte come stanno le cose.

Perché… le cose non stanno…

Perché la paura, l’immagine della paura non ha un nido… non ha una fonte originaria… non ha uno stato primordiale…

La paura può avere progenie, può avere figli, ma non ha genitori…

Non corrisponde a niente, a nessun codice sorgente strutturalmente definito, ma può essere residente ovunque, può essere espressa tramite qualsiasi veduta – view, dentro qualsiasi corrente o componente della materia.

La paura è una specie di volta – voltura – copertura obbligatoria, un addensamento arcaico di tutti e di nessuno, un condimento pop-up del senso dell’ordine, un inceppamento incessante dell’aria, un totem che si comporta come se fosse un titolare legittimo della permanenza nella terrestricità, nella materia terrestre.

Superare la paura: l’essere espressi nella materia propone continuamente questa sfida e sollecita pure ad affrontarla, ma nello stesso tempo non permette di arrivare alla soluzione definiva, di dire addio alla paura per sempre… perché manca l’energia del sé capace di sostenere lo sforzo di abolire la paura.

Almeno finora le cose stavano così.

Qual è l’energia capace di dissolvere la paura?

È l’energia che vi circonda naturalmente, ma di cui non è possibile usufruire stando negli scafandri e baricentri umani, proprio perché loro sono implicitamente precarichi di questo addensamento arcaico di nessuno, percettibile come la propria paura soggettiva, attribuibile, associabile a varie condizioni e scenari apparentemente oggettivi.

Ma siccome questo addensamento – inceppamento non è proprio, ma dell’ambiente, della località (comunque e in tutti i casi uscente), qualsiasi tentativo di porre fine alla paura usando il proprio corrente senso di se stessi non libera dalla paura… tutt’al più la educa, la modifica, la decentra, la diversifica, le attribuisce dei connotati e comportamenti diversi.


Non piaccio a me stesso quando ho paura…

http://vo.irinushka.eu/non-mi-piace/#position_here


La paura prende, contagia gli esseri umani fin da subito… il soggetto scopre di possedere la paura contemporaneamente alla scoperta del proprio status di essere un soggetto terrestre, dopodiché… ci convive… e poi scopre, cerca di scoprire, eventuali tecniche ed approcci, programmi ed anagrammi per esorcizzarla… per allontanarla… per non respirarla…

E… impara anche l’arte e la magia dell’Amore, la (S)Cultura dell’Amore…

Dunque a questo punto… è a posto, è in salvo?

Sì e no…oppure, più precisamente, non è né un sì né un no…

Diciamo che la risposta, la risposta corretta ed affermativa, è qui vicino, ma è fuori, leggermente fuori dalla dimensione umana.

In un diverso look, in un diverso ambiente – pedigree della Forza.

In un diverso comportamento del magnetismo di sé.

La risposta appare presso i soggetti… che smettono di aggrapparsi alle catene di montaggio della Vita predisposte nella dimensione umana.


Partiranno come noi, per il nulla senza sonno,
Sia i figli, che i nipoti dei nipoti in tre secoli.
Dio non voglia che ci sia la guerra
Altrimenti faremo fessi i pronipoti.

http://vo.irinushka.eu/ballata-che-parla-della-partenza-per-il-paradiso/#position_here


Ora… se vi va… fate un lungo respiro insieme a me… inspirate – espirate, inspirate – espirate… permettetevi di respirare l’aria del regno dell’Amore senza pensare ad alcun oggetto – soggetto tangibilmente disponibile da amare… respirate e basta! Amate e basta!

E aggiornate pure l’immagine del corpo… quel corpo terrestre così familiare, così apparentemente vostro, che vi risulta di possedere, in modo che non ostruisca il passaggio… il ricongiungimento… dei temi e caratteri Maiuscoli.

Tornando ancora per un attimo alla paura: l’impulso primario e anche naturale e anche sano, il Basic Instinct, è quello di non essere nella paura, di non sostenere la propria paura soggettiva, di non darle retta, corda e fiducia.

Che cosa esprime la paura = l’inceppamento = l’addensamento arcaico di nessuno? Esprime la condizione di non disporre di se stessi, di non trovare se stessi, di non respirare, di non essere.

Ma se il soggetto delega – dona parti di se stesso agli altri, allora diminuisce il contatto diretto con la paura, con la cosiddetta paura sua, la dribbla e la disperde, e si sente meno vulnerabile.

Se apparentemente rinuncia a mettere se stesso (insieme alla propria paura in dotazione obbligatoria) in primo piano a beneficio degli altri – coniugi, amanti, genitori, figli, persone sconosciute, allora è come se la trasferisse – spalmasse sugli altri, come se parzialmente si dissolvesse nei panni del protagonista del palcoscenico esistenziale di se stesso, incaricando altri attori a co-rappresentarlo… a fargli questo favore… a interporsi tra lui e la sua paura… praticamente li trasforma in ostaggi… sotto le sembianze dell’Amore.

In questo modo la cosiddetta paura soggettiva – individuale tende a non essere in vista, ad evaporare, ad essere sepolta sotto le parvenze dell’altruismodell’altruismo – ostruzionismo

È giusto, è rispettoso, è armonico usare le energie dell’Amore verso il prossimo come un espediente fisso anti paura?

L’Amore umano diventa un incantesimo per incantare e domare la paura, per illudersi di dimenticare di possederla, per anteporre al contatto con se stessi, altri soggetti e altri emblemi della Consapevolezza, ma è una soluzione piuttosto vulnerabile, piuttosto insicura e che funziona a singhiozzo.

E quando crolla, o anche solo quando oscilla (e oscilla sempre, non può non oscillare) la presenza della paura si fa sentire in modo ancora più acuto… desolante… spietato… sconfinato…

Gli esseri umani sono tutti degli ostaggi della paura di nessuno… ve ne rendete conto?

E se la passano a vicenda amorevolmente… o anche poco o niente amorevolmente…

E a questo punto, visto che le persone non sanno, continuano a non sapere come uscirne… come esprimere lo stato dell’Amore senza possedere in vista la paura, l’iniziativa è partita dall’Amore stesso.

L’Amore, in qualità di Stato Sovrano impostato dentro la Consapevolezza, ha scelto la libertà, ha liberato se stesso dalla convivenza artificiale ed impropria con la zavorra della paura.

Ha scelto di non servire più questo regime del contenere – trattenere –  tamponare – diluire – deglutire – seminare – truccare – rieducare la paura.

Non vuole più essere una roccaforte e un garante di un sistema pieno di buchi e di bachi, un recinto eretto in cui sentirsi apparentemente al sicuro, eclissando con questa relativa sicurezza, con questo relativo ordine, altri orizzonti e dimensioni della terrestricità che la Vita vorrebbe mostrare al soggetto, nei quali lo vorrebbe accompagnare con un’infinita amorevolezza per renderlo più completo, più autonomo, più unico, più unito, più autentico, più terrestre.

Nei quali lo vorrebbe immortalare.

L’Amore non vuole più scorrere allo scopo di deviare l’attenzione dalla paura.

Non vuole più essere abusato, manipolato, inchiodato alla luce e alle scenografie del palcoscenico dell’attuale sistema delle relazioni umane, vuole aprire e mettere a terra altre vie, altri spazi scenici.

Vuole essere libero, vuole che la sua capacità di intendere e di volere non sia impastata con la paura, o addirittura con la paura della paura.

E così… si è liberato.

E vuole attirare l’attenzione su questa sua mossa. Tanta, tantissima attenzione.

E invita calorosamente le persone a seguirlo, a fargli compagnia nelle sue nuove avventure e narrative terrestri.


Quando l’acqua del Diluvio universale
È tornata di nuovo dentro gli argini,
Dalla schiuma del flusso che si stava ritirando
Sulla riva pian piano è uscito l’Amore,
E si è disciolto nell’aria, fino a quando non sarebbe arrivato il suo tempo…

http://vo.irinushka.eu/la-ballata-dellamore/#position_here


È ora… pare che il suo tempo sia arrivato…

Pare che sia iniziato lo Spostamento

Lo Spostamento… di tutto e di tutti… dentro il campo centrale di se stessi.

L’Amore, quello libero, quello incondizionato, quello che ragiona e si comporta nei termini della Vita senza fine, è sempre e prima di tutto la Trasformazione, la Trasformabilità.

Essere nell’Amore vuol dire trasformarsi… usufruire naturalmente ed amorevolmente delle chiavi e tarature trasformative… essere naturalmente nell’ordine della Diversità … rifrangersi scoprendosi come tale.

Come la Diversità di se stessi e degli altri, perché la rifrazione applicata presso la località – il livello supremo dell’imperatività – riguarda tutto il sistema degli allacciamenti della Consapevolezza, tutto il sistema delle scelte inerenti alla Consapevolezza, tutte le lavagne luminose degli eventi che la Consapevolezza contiene potenzialmente.

Trasformarsi essendo se stessi e trasformarsi essendo gli altri… compartecipando naturalmente alle trasformazioni altrui.

Aggiornare la propria densità, i propri nodi portanti, le proprie proprietà, i propri saper vivere, le proprie corde ed anime dell’Amore… consigliandosi naturalmente con il Creatore, perché il Creatore fa naturalmente parte di ogni scambio amorevole, di ogni espressione dell’Amore e dell’amorevolezza.

L’Amore per il Creatore: l’Amore – Complicità, l’Amore – Compartecipazione, l’Amore – Amicizia, l’Amore – Fiducia Incondizionata, l’Amore – Presenza nella Consapevolezza della Vita Eterna, è una base naturale, naturalissima di qualsiasi ordine.

E anche un regime e clima naturale in cui prendersi cura del proprio ordine.

Anche perché il Creatore non conosce e non possiede la paura di scomparire e condivide volentieri questo suo non possesso con chi si rivolge a Lui a tale scopo.

Ora l’Amore per il Creatore, anche se non è del tutto escluso dagli orizzonti umani, convive con tantissime distorsioni… tantissime falsità… tantissimi condizionamenti… tantissime paure…

Quasi quasi, invece del “Modifica – Aggiorna” converrebbe scegliere il “Buttiamo pure via tutto e ricominciamo da zero!”

Sia per quel che riguarda l’Amore per il Creatore, sia per quel che riguarda eventuali manifestazioni dell’Amore nella terrestricità. E anche l’atteggiamento verso se stessi e verso il proprio stato della densità corrente.

Respirate, continuate a respirare…

Cercate di toccare voi stessi, regolando i fili e le corde della vostra autenticità… della vostra corrente percezione dell’autenticità, sia interiore che esterna.

Suggerisco anche di riaccordare la qualità e il volume del Pensiero…

Voi che pensieri usate: forti o deboli?

Il Pensiero forte è un naturale accompagnatore e narratore dell’Amore.

Il Pensiero forte è un’accensione, una deflagrazione, una cauterizzazione, una veduta – view infuocata, ardente, teletrasportante, naturalmente trasformativa.

È un’esposizione e un’esplorazione della densità diversamente abile.

È un consumo delle energie che permette di vedere… quello che prima non si vedeva.

E ora focalizzatevi sull’immagine del Creatore… sulla vostra immagine d’autore… sull’immagine formata ed alimentata da voi…

La Sua stessa natura esclude il regime Copia – Incolla… se viene espresso usando il linguaggio per tutti, vuol dire che non è espresso per niente… che non è Lui… che voi non Lo possedete… non Lo conoscete… che state cercando di interagire con un Dio inesistente… mentre Lui… magari… è vicino… vicinissimo… vi sta guardando… ma per collegarsi a Lui, per usufruire dei Suoi giri e delle sue Misure, del Suo Aiuto, del Suo Amore, bisognerebbe scegliere Lui… tradendo i vostri attuali scopi (scopi come in microscopi, telescopi, oscilloscopi...) e sensi dell’appartenenza… le vostre attuali abitudini di usufruire degli organigrammi della Vita.

Il Creatore è il Centro naturale di ogni espressione della Vita… allora provate a sgombrarGli il posto e il percorso dentro di voi, ad invitarLo ad entrare nel vostro attuale perimetro dei legami e dei fili tramite cui vi risulta di interfacciare la Vita.

L’immagine del Creatore è… come un pass verso l’Onnipotenza… verso l’Onnipotenza di tutti gli stati esistenziali terrestri. Ma per usufruirne, vi tocca allinearvi con la densità di voi stessi contenuta dentro questa immagine principale… dentro questa immagine centrale…

E lasciare che la paura non comunichi più…

E iniziare a Vivere… ad essere Vita…

È arrivata l’ora di entrare nell’era dell’Amore non più strumentalizzato… dell’Amore felicemente libero e felicemente esposto… dell’Amore che sente tantissimo la vostra mancanza… ma anche la vostra vicinanza… il vostro avvicinarvi… non del tutto autonomo… 😉

È arrivata l’era di entrare nell’ora… 😉

Nell’ora di se stessi…

Nell’ora del proprio Love Talk, della propria narrativa d’autore della Forza dell’Amore.

Nel quadrante della propria sezione aurea del corpo della Terra.

Я Люблю  – Ya Lubliu – Io Amo!